
giovedì 29 ottobre 2009
Un premio Nobel per la pace al Comando delle Forze Armate Statunitensi

martedì 11 agosto 2009
Le ancore di certezza

martedì 14 aprile 2009
Finanza distruttiva e riserva obbligatoria (commenti)
Quando la finanza 'creativa' diventa finanza distruttiva
Nel momento in cui si riflette sulla ‘finanza creativa’, cioè un utilizzo fuori controllo di un insieme di strumenti finanziari devianti collocati sul mercato, si è portati comunemente a pensare ai casi più toccanti, più vicini al nostro portafoglio, come i famosi crack societari che hanno lacerato i risparmi di molte famiglie italiane o di altri paesi.
Ultimamente però, un numero crescente di persone inizia a rendersi conto della realtà costruita attorno alla finanza, intesa nella sua globalità. Prima ancora che un’analisi dettagliata, a scuotere le coscienze sono gli aspetti etici, che richiamano alla memoria una serie di immagini; mi riferisco a sopraffazione, sfruttamento delle risorse umane e naturali fino ad esaurimento, mancato riconoscimento dei meriti, approccio non sostenibile, disordine, disconoscimento dei diritti umani e dei principi costituzionali, inganno, cambio delle regole del ‘gioco’ ovvero, in sintesi, tutta la cultura egocentrica che rappresenta a pieno titolo l’anima della sofferente civiltà odierna.
Penso che questa visione d’insieme - se possibile distaccata - sia l’unica che possa permetterci, anche per brevi istanti, una percezione di quanto l’uomo (specie) sia degenerato in uomo-macchina.
Un oggetto da alimentare costantemente, programmato affinché esso debba esigere sempre più risorse, ma programmato anche in modo da sentirsi in dovere di sviluppare sempre più lavoro.
Molti ritengono che la finanza sia una cosa e l’economia reale sia un’altra. In linea di principio è proprio così. Una società quotata in borsa può assistere alla riduzione del 20% del proprio titolo in poche settimane, ma non per questo reagirà con una riduzione immediata di pari percentuale sul personale, o sui costi di gestione; potrebbe anzi agire nella direzione opposta.
Purtroppo però, la realtà dei fatti con cui ci confrontiamo oggi è ben diversa poiché nel momento in cui la finanza è creativa, essa si occupa non più di sviluppo e di benessere ma di assemblare trucchi, escamotage, metodi d’intermediazione finanziaria tesi a generare denaro, ovvero un profitto extra, sganciato da un tangibile valore in beni, attività, risorse o servizi.
Nel corso di un simile processo, la banconota circolante che ci ritroviamo nelle mani è forse indicativa del lavoro svolto nella vita? Nel quotidiano, nel potere d’acquisto, nel benessere percepito, questo denaro riflette i sacrifici da noi compiuti?
Penso che ciò non accada da molti decenni, ed in origine sembra esserci il fatto che il denaro circolante nel tempo è passato attraverso innumerevoli processi finanziari che ne hanno snaturato il significato, inteso come rapporto che intercorre tra il denaro depositato (cifre in un conto corrente) ed il valore psicologico che noi attribuiamo a un bene tangibile o ad un servizio.
Potremmo quindi domandarci: di tutto questo processo - questo impianto - chi ne trae realmente beneficio? O meglio, chi è che nei fatti ha tutto l’interesse a mantenere credibile tale impianto?
Siamo noi ad avere questo interesse? E’ l’operaio che da trent’anni lavora in fabbrica, l’artigiano, il commerciante, il piccolo risparmiatore che investe in qualche obbligazione, o il genitore che esce dal supermercato con due mezze sporte e novanta euro in meno?
In quest’ultimo periodo abbiamo sentito parlare di ‘asset tossici’. Per noi ‘tossico’ è qualcosa da espellere, eliminare prima possibile, magari senza lasciare traccia. Siccome la tossicità, quando si parla di finanza, non è esplicativa del problema, tento una traduzione in termini più comprensibili.
La società X e la banca Y si sono esposti ad altissimi rischi, con dei prodotti finanziari molto speculativi, i quali fanno uso di strumenti finanziari che producono ‘valore’ ove non vi è alcun valore. Grazie al rendimento di tali strumenti devianti, seppur regolamentati, X e Y si sono comprati mezzo mondo (da intendersi letteralmente). Dal momento in cui il mondo, quello finanziario, ha cominciato a cedere, X e Y hanno deciso di rientrare dal gioco (pur sempre rischioso) per salvare il salvabile.
Capisco che non possa rappresentare una traduzione esaustiva comunque, per favore, ai fini di questa ricerca prendiamola così com’è.
Il Fasb (Financial Accounting Standards Board) è l’organismo preposto alla regolamentazione della contabilità americana.
Il giorno 03.04.2009 apprendiamo che il Fasb ha ritenuto opportuno cambiare alcune regole del gioco. Queste nuove regole avranno un impatto oggi difficilmente immaginabile a livello economico.
Si è deciso infatti di concedere alle banche maggiore flessibilità nell’attribuzione del valore degli asset tossici con cui sono esposti. Così questi asset in perdita (titoli regolarmente scambiati sul mercato) che produrrebbero gravi passività nei bilanci, potranno essere rivalutati dalle banche nella formulazione dei bilanci attraverso criteri non più oggettivi, quelli di mercato (mark-to-market), bensì soggettivi, basati cioè su proiezioni future o su serie storiche (mark-to-model) sino alla formulazione di un valore equo.
In altri termini, alcune importanti banche hanno in casa dei titoli che non valgono più nulla e quindi il mercato risulta deserto. Ora non sanno come uscirne, perché quei titoli rappresentano delle passività nei bilanci e si rischia il fallimento.
Allora Fasb delibera: amici, nessun problema! Valuterete un valore ‘accettabile’ da attribuire a questi titoli, che tenga conto anche di altri parametri che non siano legati al ‘classico’ mercato della domanda e dell’offerta. Insomma, attribuitegli un valore maggiore e così eviterete di portare i libri in tribunale.
Io penso che, prima di valutare l’efficacia di questi provvedimenti, dovremmo chiederci come mai proprio su quei particolari prodotti finanziari i mercati sono oggi deserti. Abbiamo capito che sono tossici, ma da dove derivano?
Gli asset tossici sono l’insieme di strumenti finanziari ingegnosi che permettono di raccogliere liquidità, sulla base di garanzie che poggiano su altri strumenti ingegnosi, tossici anch’essi, e così via in modo reiterato.
Ad esempio, uno di questi strumenti è la cartolarizzazione dei crediti subprime - come i mutui subprime che hanno messo in ginocchio numerose famiglie negli Stati Uniti.
Ci potremmo chiedere di che diavolo si tratti.
La cartolarizzazione è il passaggio di mano di un credito o di un bene, appartenenti ad una società, sotto forma di titoli obbligazionari. Accade così che qualora il credito originario divenga inesigibile, il possessore del titolo derivante da cartolarizzazione si troverebbe nella situazione di perdere l’intero investimento.
Cosa rende un’obbligazione così appropriata ad un utilizzo di questo genere?
Un’obbligazione (bond) è un titolo di credito tramite il quale una società emittente (o un ente) raccoglie liquidità sul mercato. Il rimborso è effettuato interamente alla scadenza e al valore nominale (100%) mentre l’interesse è dato da cedole periodiche.
Ogni obbligazione collocata sul mercato è valutata da istituti preposti a stabilirne il livello di affidabilità (rating) attraverso una scala di punteggi; a parità di condizioni, un titolo obbligazionario con maggiore rendimento (interesse) avrà un rating inferiore - rispetto ad altri titoli a minor rendimento.
Nel caso in cui la società emittente l’obbligazione fallisca prima della scadenza del titolo, l’investitore si troverebbe nella situazione di non ricevere alcun rimborso. Da questo si capisce che il riferimento principale che concorre a rendere ‘sicura’ un’obbligazione è la solvibilità da parte della società emittente, ovvero la sua solidità finanziaria e le sue prospettive di crescita.
L’investitore dà per scontato che ci sia affidabilità, serietà ed onestà da parte dell’emittente e che, soprattutto, i numerosi organi preposti alla normativa e alla tutela degli investitori (BCE, FED, Consob, Oic, Fasb solo come esempi) facciano il loro lavoro.
Lo schema che segue, non certo esaustivo, vuole chiarire meglio i passaggi che avvengono; le frecce indicano la direzione del credito.
1) Esiste un credito subprime concesso ad un cliente. Si tratta di clienti ad alta probabilità d’insolvenza, disposti ad accettare tassi altissimi pur di possedere un nuovo tv plasma 50 pollici o una nuova auto, ma soprattutto per la necessità d’acquistare un’abitazione. E’ l’istituto di credito a farsi carico di questa possibile insolvenza, con tassi elevati e l’abitazione stessa a garanzia.
2) La banca cartolarizza questo credito in obbligazione e lo colloca sul mercato.
3) C’è un cliente che investe in tale obbligazione, attratto da alti rendimenti e non adeguatamente informato del valore reale di questo prodotto.
4) Il credito subprime non è scomparso, ma è stato ceduto all’investitore dell’obbligazione (tutto scritto e firmato). L’eventualità dell’insolvenza è ora un problema dell’investitore (oltre che del mutuatario).
Possiamo semplificare dicendo che la banca, al punto 4, funge da sola intermediazione e dice: “qua si mette male, non sappiamo che farci, o ci aiutate o vedrete crollare tutto”. Dobbiamo infatti considerare che il cliente in basso (schema) è un investitore generico che opera sul mercato, il che comprende non solo i piccoli risparmiatori, ma anche e soprattutto le grandi società, gli enti, le istituzioni stesse.
Così si inizia ad intuire la portata di questa ‘anomalia’ finanziaria e del conseguente disastro, che provo a schematizzare nel modo seguente (qui le frecce collegano gli eventi).
Naturalmente, questo schema non ha la pretesa di descrivere tutti i processi che concorrono al degrado, ma vuole suggerire un esempio di come possano concatenarsi numerosi fattori, a causa della presenza di determinati elementi destabilizzanti.
Tornando alle soluzioni ingegnose del Fasb, assieme al rispettivo Iasb europeo e all'Oic italiano, sorgono alcune domande.
Perché in un momento di crisi, in cui le parole d’ordine sono trasparenza, vigilanza, controllo e chiara regolamentazione (vedi proclami del G20) negli Stati Uniti gli organi preposti vanno nella direzione esattamente opposta, con dei provvedimenti che premiano questa totale anarchia finanziaria?
E’ possibile che costoro non vedano che in tal modo viene meno la percezione di valore reale delle società sul mercato, delle banche e dei prodotti venduti, fondamenta di un mercato trasparente e regolamentato?
Non viene il dubbio, a queste menti 'creative', che tutto questo possa esser visto come una legalizzazione del falso in bilancio su scala globale?
E' Possibile che con tutte le autority, gli enti e gli organi di vigilanza (impossibile contarli) pagati dai contribuenti, non si debba riuscire a delineare delle regole chiare e semplificate, in grado di garantire un equilibrio finanziario ed economico, un corso sostenibile, nel quale sia escluso qualsiasi strumento teso a garantire extra-redditi privi di correlazione ad attività, prodotti o servizi?
Perché i veri responsabili di tutto ciò, anziché essere perseguiti dalla legge, sono visti come maghi della finanza?
Per quale motivo siamo così convinti che l’economia reale possa esistere solo se sostenuta da sofisticati strumenti di intermediazione finanziaria?
Se ci spostiamo sul piano psicologico, prima che l’economia reale sia compromessa possiamo notare che nei periodi di crisi finanziaria tutta l’incertezza che viviamo si basa su alcuni aspetti ben precisi. Ci rende inquieti il fatto che, in caso di corsa agli sportelli, il sistema bancario non sarebbe in grado di far fronte alla richiesta, in quanto buona parte del denaro depositato nei conti correnti rappresenta solo una cifra in un server, non più a disposizione della banca. Allo stesso tempo, riteniamo d’esser perduti qualora il sistema bancario non debba essere in grado di farci credito - al piccolo risparmiatore come alla grossa società o all’istituzione pubblica.
In realtà, sembra che gli strumenti finanziari devianti sul mercato non rappresentino neppure la causa primaria del collasso che stiamo vivendo. L’abuso che si è fatto di tali strumenti è stato determinante nell’innesco di un processo di contrazione e di sfiducia nel mercato, con le ripercussioni economiche che ancora dovremo subire; ma questo abuso è iscritto in un insieme di anomalie derivate, e non primarie.
E’ quindi conveniente analizzare unicamente il processo d’innesco? Oppure è meglio concentrarsi sulle origini dell’accumulo di ‘combustibile’? Non è forse prioritario - quando avvertiamo le ‘detonazioni’ - ricercare dove sono le fughe, dove sono localizzate le sacche di accumulo, dove risiedono le anomalie primarie, impiantistiche?
Penso che l’anomalia primaria, all’origine della creazione di liquidità priva di valore, sia rappresentata dalla facoltà concessa al sistema bancario di fare credito di denaro di cui non dispone, ovvero denaro che non corrisponde ad una liquidità di proprietà della banca. Come avviene ad esempio grazie all’assenza di riserva obbligatoria (frazionaria) oggi al valore insignificante del 10%.
Nel frattempo al G20 si è deciso di procedere a un finanziamento di 1.100 Miliardi di dollari da parte del fondo monetario internazionale e della banca mondiale.
Potremo sempre verificare se, nei conti correnti, di questa somma ci sarà versata la percentuale dovuta.
Alcuni link:
Derivati, truffa al Comune di Milano: sequestri in 4 banche
Banche Usa, polemiche sulle regole più morbide per i bilanci
Fasb renderà più flessibili regole di valutazione mark to market
http://www.londonsummit.gov.uk/en/summit-aims/summit-communique/
G20, altri mille miliardi di aiuti e addio a tutti i paradisi fiscali
Rivalutati gli asset tossici colpo di coda di Wall Street
Ecofin chiede l'adeguamento alle regole contabili Usa
FMI: TITOLI TOSSICI VERSO 4MILA MLD
14.04.2009
Commenti > Finanza distruttiva e riserva obbligatoria
giovedì 2 aprile 2009
Ufo: corretta informazione, approccio scientifico (commenti)
mercoledì 1 aprile 2009
U Effe O = paura? Non più, ora tutti ne parlano - prima parte
Il giorno 23.03.2009 nella prima pagina del quotidiano on-line http://www.repubblica.it è comparso un Ufo con a fianco il titolo:
«Lampi e alieni biondi
gli avvistamenti Ufo negli archivi inglesi».
Di seguito, stilizzato, uno screenshot della pagina web di quel giorno.

Potremmo chiederci: cosa ci fa un Ufo nella prima pagina di un quotidiano on-line?
Ci sono novità in campo ufologico? Se sì, sono stati avvistati Ufo che generano dei lampi?
Sono avvenuti incontri ravvicinati con degli alieni biondi?
In Inghilterra sono presenti degli archivi di avvistamenti, contenenti informazioni attendibili e documentate con rigore scientifico?
L'ufologia è sempre stata considerata materia esoterica, seguita da una percentuale irrisoria della popolazione - per lo più riunita in comitati che si occupano di vigilare su tutto ciò che, per convenzione, definiamo 'paranormale'.
Quel disco, quella notizia, era però posizionata in un modulo nella parte alta della pagina, alla destra degli articoli:
«RAI, accordo fatto
Garimberti presidente»
«Crisi, via al nuovo piano USA
Borse festeggiano, euforia Mibtel»
In quel modulo le notizie scorrono e così, qualche minuto più tardi, l’Ufo ha lasciato il posto ad altro. Comunque la notizia restava raggiungibile nella colonna principale degli articoli, poco sotto, vicino a «Rapinatore tradito dalla maglia dell'Inter».
Leggiamo di che si tratta
> http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/scienze/ufo-gb/ufo-gb/ufo-gb.html
In alto a sinistra è riportata la sezione: 'SCIENZA'.
Titolo: «Ufo in Gran Bretagna
I documenti sugli 'incontri'»
Ci sono alcuni passaggi che richiamano l’attenzione.
Sembra infatti che nel Regno Unito gli incontri ravvicinati con Ufo siano frequenti. Il ministero della difesa britannico riceve e cataloga numerose segnalazioni, ed oggi queste sono disponibili al pubblico. 1200 segnalazioni dal 1987 al 1993.
Dopo daremo un’occhiata all'archivio nazionale, ma per ora potremmo chiederci:
In merito al biondo, l'alieno amico della Sig.ra Norwich cui si fa riferimento nell'articolo.
Gli è stato proibito di stabilire un contatto con noi umani? Il biondo avrebbe dunque violato una direttiva del proprio popolo (o del proprio responsabile gerarchico), in quanto appassionato a tutte le forme di vita meno evolute, compresa la nostra?
Leggiamo che esiste un'ondata di 'suggestione collettiva'. Mi domando se esista realmente questa suggestione collettiva.
In Inghilterra molte persone sono suggestionate? C’è inquietudine? E in Italia?
Intendo dire: se non avessimo appreso (tramite mass-media o internet) che c'è un'ondata di suggestione collettiva sul fenomeno Ufo/Alien, avremmo forse motivo di ritenere, ora, fondata e reale tale ondata di suggestione?
Si legge anche della possibilità che determinati avvistamenti di oggetti volanti non identificati possano riferirsi a nuovi velivoli avanzati, di origine militare, come il famoso Stealth.
Il Dott. David Clarke, ricercatore esperto di OVNI, in due passaggi ci suggerisce la sua visione che consiglio di leggere attentamente, vedi (a) e (b):
a) «La maggior parte delle segnalazioni sono relative a cose normali in contesti straordinari»
'Maggior parte' non significa 'tutte'. Implicitamente quindi si deduce che tra migliaia di avvistamenti, un determinato numero di essi non possa trovare ancora oggi una spiegazione ragionevole.
b) «Non credo ci siano prove solide del fatto che siamo stati visitati da una forma di vita intelligente, ma non credo neppure che si debba negare totalmente questa evenienza»
Un passo indietro: nel passaggio che ho marcato in (a) l'oggetto dell'affermazione è costituito dalle ‘segnalazioni pervenute’. Genericamente siamo portati a pensare alle migliaia di segnalazioni di oggetti volanti non identificati, e questo mi sembra ragionevole. Non tutti i giorni accade, infatti, di essere avvicinati da una 'bionda' attratta da noi (e magari interessata a studiarci a fondo). Sono casi più unici che rari; c'è gente che ne esce matta e impiega settimane per riprendersi..
Nel passaggio che ho marcato in (b) l'oggetto diviene 'visite da parte di forma di vita intelligente' - o se vogliamo ‘forma di vita intelligente'.
Tra gli oggetti, nelle due frasi, c'è una sostanziale differenza.
Sempre in (b) il Dott. Clarke sostiene di non credere che possano esserci prove scientifiche di visite alla Terra da parte di altre forme di vita.
Per quale motivo, dunque, egli afferma allo stesso tempo che non si debba neppure negare una simile evenienza?
E’ possibile che un Ricercatore, un Dottore, uno Scienziato si lasci ingannare dalle semplici regole della logica, compresa quella binaria[1], che stanno alla base del metodo scientifico?
Qual è l’origine di contraddizioni così evidenti, e proprio su temi di così grande impatto sull’opinione pubblica?
Ritengo che, l’accettazione del fatto che non esista alcuna evidenza scientifica di visite da parte di forme di vita extra-terrestre al nostro pianeta, avrebbe come significato che non siamo stati visitati - e non che, potremmo esser stati oggetto di visite.
Se invece l'intento del ricercatore fosse quello di offrire delle semplici speculazioni, tanto per parlare di un argomento, come si farebbe a cena con amici allora io, ricercatore part-time, potrei qui scrivere la seguente affermazione:
"Penso che non esista dimostrazione scientifica sulla possibilità di ritrovare intatto e leggibile il passaporto di uno dei terroristi dell'11/09 contro le torri gemelle, ma non credo neanche che si debba negare del tutto questa possibilità."
Nell'articolo è fornito un link ai National Archives sugli Ufo del governo britannico.
Noi entriamo però dalla porta principale > http://nationalarchives.gov.uk
Di seguito, stilizzato, uno screenshot della pagina web di quel giorno.
Siamo nell’archivio ufficiale del governo britannico. Tale archivio ha lo scopo di dare supporto ai dipartimenti di governo, per una gestione più funzionale della loro comunicazione, e di promuovere la condivisione dell'informazione nel settore pubblico (Menu > About us).
Si nota qualcosa che attrae l'attenzione del visitatore?
Il giorno 23.03.2009, nella pagina iniziale dell'archivio di stato britannico sono rappresentati due disegni di ‘dischi volanti’ (ex.Ufo) la cui rotta non lascia spazio a dubbi..
Penso che potremmo chiederci come mai nella prima pagina di questo sito debbano esserci degli oggetti volanti non identificati.
Ora, si potrebbe terminare qui questa ricerca, in quanto le domande suggerite sono già numerose. Ognuno potrebbe proseguire su questa traccia come meglio crede, porsi nuove domande o magari collaborare alla ricerca di altre 'stranezze'.
Però la tentazione di aprire questi New UFO files released è irresistibile - entriamo!
Appena entrati, il governo britannico ci avvisa nel testo in alto che se ci interessiamo di ufologia allora siamo nel luogo giusto. Bene.
Una cosa cattura immediatamente l’attenzione. Gli archivi sembrano contenere persino dei casi di abduction. Stiamo parlando di rapimenti da parte di alieni. Sorgono altre domande.
Perché nella pagina di ‘benvenuto’ sugli Ufo files dei National Archives britannici si parla di rapimenti alieni?
Il governo britannico ci sta quindi confermando che sono accaduti casi di abduction?
Se sì, dobbiamo desumere che dalle ricerche condotte da scienziati che operano per il governo, il fenomeno abduction è stato scientificamente provato e confermato?
Desidero esser chiaro, per evitare possibili fraintendimenti.
Nel linguaggio - nell’esposizione di un concetto - sono insite delle semplici regole le quali, se non rispettate, se non applicate con cura, fanno sì che la trasmissione dell’informazione ne risulti quanto meno compromessa, equivoca, distorta o forzata.
Ritengo che Nationalarchives.gov.uk non rappresenti un qualsiasi blog in rete, contenente dei pensierini.
Dovrebbe trattarsi, indubbiamente, di un sito di alto livello negli obiettivi, nella serietà, nelle referenze, nell’approccio scientifico ovvero nell’autorevolezza.
Se entriamo in questo sito e leggiamo che l’archivio contiene delle esperienze di abduction, il messaggio che riceviamo è che i casi di rapimenti da parte di alieni rappresentano una realtà. Quindi, se per un attimo decidessimo di riporre fiducia in tali ricercatori allora ci aspetteremmo, da costoro, un’imponente documentazione dettagliata, con un taglio rigorosamente scientifico. Le prime cose che mi vengono in mente sono:
- accurati esami degli addotti a livello medico
- RMN dettagliate (dalla testa ai piedi) per l’individuazione di eventuali impianti
- accurati esami degli addotti a livello psicologico
- ipnosi regressiva con tanto di registrazione audio/video
- mappatura di tutti i luoghi ed orari degli eventi, per l’individuazione di ricorrenze e sincronie, di singoli o di gruppi di persone
Non ho alcuna competenza in fatto di rapimenti alieni, ma penso proprio che un ricercatore tenderebbe a muoversi in tal senso. Quindi, andremo a verificare l'approccio scientifico fornito da questo sito (e non solo) sui rapimenti alieni.
E' disponibile un videocast del Dr David Clarke. Vi invito a vederlo, ad ascoltare la musica che accompagna le sue parole e i disegni. In uno di questi si vede un essere a forma di banana; non appare cattivo. Ci sono delle animazioni > Watch the videocast now
Seguirà la seconda parte di questa ricerca.
[1] - In estrema sintesi, la logica binaria prevede 2 stati: TRUE e FALSE. La negazione (not) dello stato TRUE fornisce come risultato FALSE; viceversa la negazione dello stato FALSE fornisce come risultato TRUE. Nella logica binaria, un risultato non può contenere la sovrapposizione dei due stati TRUE e FALSE. Se il computer con cui stiamo operando risponde in modo univoco e con precisione matematica pressoché assoluta, questo è dovuto alla logica binaria attraverso la quale esso elabora le informazioni in ingresso al sistema (informazioni costituite da Bit che assumono esclusivamente i valori 0 oppure 1)
01.04.2009





